Sei venuto prima di me
e nel tuo esistere io vivo
poi lo scorrere del tuo vivere
giunge alla sua foce
ed io ti perdo.
Nel ricordo sei sempre tu
mio padre
ma la memoria ti spoglia
e nell’unico Padre
ti fa fratello,
pellegrino in un mondo diverso
sconosciuto e inconoscibile.
Il tuo esistere al di là delle cose
si chiama morte
il mio vivere nel tempo
si chiama vita,
due sole parole per confondere
pensieri e parole
A te che al di là del tempo
mi sei fratello,
a te chiedo una preghiera
insieme chiediamo perdono
all’unico Padre
per questa confusione di parole
che insieme s’intrecciano
e nel loro elevarsi
si disgiungono l’una dall’altra
assumendo significati diversi
valenze perfette
sono solo verbi
sono solo modi di dire
di un’unica realtà
esistere.

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